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IL TRIONFO DI GARY HALL
Gary Hall ce l'ha fatta: nonostante la
diagnosi di diabete di tipo 1che ha cambiato radicalmente la sua vita
circa un anno fa, il nuotatore statunitense è riuscito a confermarsi tra
i più grandi atleti di tutti i tempi. Gary torna a casa da Sydney con un
bottino davvero ricco: due medaglie d'oro, una d'argento e una di bronzo.
In pochi avrebbero scommesso su di lui: ripetere l'impresa del 1996 (ad
Atlanta Hall conquistò due ori e due argenti) sembrava impossibile,
specie per un ragazzo costretto a quotidiane iniezioni di insulina. Gary
ha smentito tutti, dimostrando ancora una volta che il diabete, se curato
con attenzione, non rappresenta un limite per nessun tipo di attività
fisica.
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LA SCUOLA E IL GIOVANE
DIABETICO
Cosa è importante che il personale scolastico sappia
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Non è infrequente avere fra i propri alunni un giovane diabetico; è quindi molto importante che il personale scolastico conosca
quest'evenienza e sappia mettere in atto i comportamenti più idonei alla gestione di alcuni problemi inerenti questa malattia.
CHE COS'E' IL DIABETE?
Non è una malattia infettiva, ma è il risultato della mancata produzione da parte del pancreas di un ormone, l'insulina, senza il quale il cibo non può venire correttamente assimilato; dì conseguenza, il giovane diabetico deve praticare quotidianamente iniezioni di insulina.
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I GIOVANI DIABETICI E LA SCUOLA
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I giovani diabetici:
- possono partecipare a tutte le attività scolastiche e non devono assolutamente essere
trattati diversamente dagli altri studenti;
- possono e devono ricevere un'alimentazione normale, sana ed equilibrata, come quella
dei coetanei;
- possono e devono praticare la stessa attività fisica e gli stessi sport.
La dieta del bambino diabetico è varia e completa, per cui può seguire il normale menù scolastico.
Vanno generalmente evitati i carboidrati semplici (zucchero, dolci, cioccolato, ecc.) se non in caso di ipoglicemia.
Il bambino deve abitualmente assumere la merenda a metà mattina e nel pomeriggio; per evitare ipoglicemie può avere bisogno di
assumere cibo durante le lezioni. Sarebbe infine opportuno che eventuali festicciole prevedano l'ingresso a scuola di alimenti e
bevande concordate con tutta la scolaresca nel rispetto comunque della normativa regionale in materia.
IL PERSONALE SCOLASTICO NON DEVE PREOCCUPARSI DELLA GESTIONE ABITUALE E DELLA CURA DEL DIABETE.
Vi è una condizione particolare che richiede da parte del personale scolastico una più specifica attenzione, per intervenire
prontamente in situazioni di emergenza:I'IPOGLICEMIA.
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Cos'è l'ipoglicemia
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E' un rapido calo di zuccheri nel sangue, che può esprimersi con un corredo di sintomi che il bambino stesso avverte e/o che possono
essere notati da chi è con lui.
Intervenendo all'inizio della sintomatologia, si possono evitare manifestazioni cliniche più gravi, quali la perdita di conoscenza e/o
le convulsioni e/o il coma ipoglicemico.
SINTOMI DELL'IPOGLICEMIA
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agitazione, irritabilità
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sudorazione
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fame improvvisa
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sonnolenza
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amnesia
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confusione
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pallore
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pianto o riso ingiustificato
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tremori
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cefalea
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capogiri
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scrittura scoordinata
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sensazione di freddo
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stanchezza
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lettura impacciata
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dolori addominali
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annebbiamento vista
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Altri sintomi devono essere segnalati dai genitori.
Nella maggior parte dei casi, il giovane diabetìco riconosce il sopraggiungere dell'ipoglìcemìa e vi pone facilmente rimedio
ingerendo caramelle, succhi di frutta o bibite.
E' OPPORTUNO CONSENTIRGLI DI COMPIERE QUESTA OPERAZIONE IN CLASSE.
Lo studente sì sentirà più sicuro e in grado di provvedere a questo bisogno, quanto più riconoscerà nell'insegnante
un alleato a conoscenza del suo problema.
Un intervento diretto dell'insegnante può rendersi necessario solo nelle condizioni in
cui la rapidità del fenomeno (a volte può succedere) coglie impreparato il bimbo stesso. In questi casi, l'insegnante
dovrà somministrare al bambino, anche forzandolo, zucchero (2-3 cucchiaini da tè sciolti in acqua), succo di frutta, coca-cola o
aranciata (un bicchiere).
Se dopo 5-10 minuti non si notano miglioramenti, ripetere la somministrazione.
Se il giovane supera la crisi, sarà opportuno fargli assumere carboidrati a più lento assorbimento (pane, cracker, biscotti,
merendine), dopo di che potrà riprendere la normale attività scolastica. E' comunque fondamentale stare vicino allo studente fino al
superamento della crisi.Se viceversa non si manifesta alcun miglioramento, o addirittura peggiorasse fino alla perdita di coscienza, occorre
inviarlo immediatamente al più vicino posto di cura (casa, ospedale, studio medico, come concordato in precedenza con i genitori.
In altri casi, quando il livello di zucchero nel sangue è molto elevato (iperglicemia), il giovane può essere disturbato da sete persistente
e da imperioso stimolo a urinare. In tali circostanze, è necessario permettere al giovane di allontanarsi dalla classe per soddisfare le proprie necessità.
La collaborazione tra i genitori e il personale scolastico è determinante affinché il bambino possa avere una proficua esperienza
scolastica. E' pertanto necessario che, all'inizio dell'anno scolastico, i genitori e gli insegnanti si scambino le opportune
comunicazioni e che le principali indicazioni vengano lasciate per iscritto agli insegnanti.
Questo comportamento costituisce parte integrante della tutela della salute, intesa come benessere anche psichico e sociale.
Le presenti linee guida sono state redatte in collaborazione tra:
ASL Bergamo - Servizio Medicina Preventiva di Comunità
Gruppo Giovani dell'Associazione Diabetici Bergamaschi
U.O. di Pediatria - Azienda Ospedaliera di Treviglio
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