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La Dottoressa Ariela Benigni e il Dottor Giambattista Negretti in una foto d'archivio

Comunicazione del Presidente agli Associati e Diabetici Bergamaschi

22 aprile 2021Maurizio Bucarelli

Questa mia nota è indirizzata all’attenzione di quanti periodicamente leggono sul sito dell’Associazione le notizie che vengono fornite dallo stesso ai propri associati e, nel contempo, ai cittadini di Bergamo e provincia interessati a temi riguardanti il diabete, la sua cura nel territorio, l’attività che svolge l’Associazione nel campo del volontariato bergamasco e le novità nella ricerca ed utilizzo dei risultati nelle procedure di cura.
Inoltre il perdurare dello stato di emergenza e di presenza della pandemia, pubblicare tali notizie sul sito permette all’Associazione di proseguire, in modo diverso dal solito ma concreto, un rapporto diretto con i diabetici e con quanti sono vicini a questi ultimi sia nella veste di familiari o di operatori sanitari.

Il sistema di contatto a distanza tramite il “sito” permette alla Associazione e ai suoi volontari di illustrare, come citato, sia le attività che vengono svolte da questi ultimi nel sociale sia quelle che sono svolte dalle diverse strutture sanitarie pubbliche o private presenti nella bergamasca. Attività che dette strutture, anche se gravate dall’incidenza sul sistema del “virus”, devono proseguire nell’assistenza ai diabetici, soprattutto visto il tipo di patologia che richiede tra l’altro sempre più attività di ricerca scientifica, rivolta a rendere la vita del diabetico, già condizionata dallo “status patologico specifico”, ancor più condizionata dal rischio “Covid”.
La ricerca ha portato in questi ultimi tempi un miglioramento di vita sui singoli grazie all’introduzione di nuovi farmaci e di nuovo materiale per il controllo della glicemia.
La nostra Associazione da sempre è stata vicina a dette strutture, in particolare è stata presente sia collaborando con gli operatori delle stesse sostenendo i loro progetti scientifici sia nel divulgare con comunicazioni indirizzate alla cittadinanza bergamasca i risultati di dette ricerche e la loro applicazione nelle cure. La comunicazione è avvenuta tramite incontri pubblici, convegni ecc.
Ciò ha permesso di fornire ai diabetici associati o non ed ai cittadini informazioni ed insegnamenti (grazie alla partecipazione dei medici del settore) su come prevenire o limitare gli effetti spesso devastanti, che il diabete può portare. Ricordo oggi gli incontri avuti con gli studenti ed i cittadini nelle diverse Scuole e Comuni, le mattinate di “screening della glicemia”, le “camminate” di gruppo (tanto care e frequentate quelle organizzate dalla sezione “Bassa Bergamasca”) camminate utili per meglio regolare il proprio stile di vita e nel contempo gestire il controllo diabetico di ogni partecipante.

Quanto prima richiamato è ormai “parte del passato” che non è stato possibile ripetere, anche in piccolo nel 2020 e in questo primo scorcio del 2021. L’usuale attività e le diverse azioni programmate per il 2020 sono rimaste un “sogno”. Al momento l’Associazione programma un “fare” che rimane solo un sogno.
Ogni lettore ritengo possa essersi personalmente reso conto, almeno quale cittadino, dei cambiamenti che il “virus” ha portato e sta portando nel modo di vivere di ciascuno di noi, nel nostro sistema di affrontare i problemi legati agli studi (per i più giovani), al lavoro e all’economia familiare (per tutti i cittadini di età lavorativa sia subordinata sia autonoma) a gestire una “vecchiaia” serena per i più longevi pensionati o no che spesso sono condizionati anche da malattie croniche che li collocano tra le figure “fragili” per il sistema sanitario. Tutto ciò è evidente per tutti e per i mezzi d’informazione, ma il virus ha colpito anche il sistema sociale-sanitario e assistenziale del nostro Paese creando “mille e mille” problemi al volontariato impegnato nell’organizzare, ormai dal gennaio 2020, procedure straordinarie di assistenza ai pazienti non Covid nel rispetto delle norme speciali di emergenza sanitaria. Il tutto senza considerare le gravi perdite umane (gli operatori che hanno svolto la loro attività nei reparti “Covid”) che hanno riguardato anche medici o infermieri vicini ai diabetici nell’ambito delle cure agli stessi.

Con mia precedente nota, che è stata pubblicata su sito dell’Associazione (il 29 marzo scorso) ho cercato di evidenziare quanto l’Associazione, grazie agli interventi dei componenti del Consiglio Direttivo e dei diversi suoi volontari, ha potuto fare o quanto già programmato non ha potuto fare nel 2020 ed in questi primi mesi del 2021.
Ricordo che l’Associazione nel 2020 ha compiuto 40 anni di attività e che nel 2021 (entro giugno) dovrebbe trasferirsi dal settore associativo onlus al settore associativo regolato dal decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 117, recante norme riguardanti il Codice del Terzo Settore, integrato con decreto legislativo 3 agosto 2018 n. 105 convertito con modifiche dal decreto legge n. 17/3/2020 n. 18  in legge 24/4/2020 n. 27 (denominato Terzo Settore) come “Organizzazione di Volontariato” (O.D.V.).
L’assemblea dell’Associazione ha già approvato il nuovo statuto, redatto secondo quanto indicato nel citato decreto, e quindi ha le carte in regola per iscriversi al Registro Unico Terzo Settore (RUTS) settore “Associazioni di volontariato” (O.D.V.). La nuova denominazione associativa sarà “ASSOCIAZIONE DIABETICI BERGAMSCHI ODV”.

Il processo di riforma degli “Standars” operativi dell’Associazione è quasi concluso e di questo devo ringraziare quanti, consiglieri e non, hanno dato una mano in questo periodo di pandemia recandosi in sede per procedere alla riorganizzazione delle procedure d’ufficio creando così nuove procedure in linea con le disposizioni delle norme in materia.
Voglio ricordare, con un breve cenno, quanto l’Associazione ha fatto il 29 novembre 2019, ultimo giorno a parere mio, antecedente ad una pausa operativa che da troppo tempo si protrae. Quel giorno l’Associazione ha cessato di avere spazio operativo reale. È venuta meno la presenza fisica dei suoi volontari nel contatto con gli associati così come quelle persone interessate alla patologia. Momento che ha in modo silenzioso limitato tante iniziative usuali, che da anni vedevano l’importanza del volontariato e quindi il venir meno di azioni che vengono considerate, non solo statutariamente utili, ma necessarie per mantenere una logica presenza nel settore socio-sanitario dell’associazionismo e suoi volontari.
Le molteplici attività informative agli associati, attraverso il sito, lettere, articoli ecc., non colmano il vuoto, anzi rendono sempre più difficile fare nuove scelte.
Il 29 novembre 2019 con le due manifestazioni organizzate a completamento di quelle già avvenute per la “giornata mondiale del diabete 2019” l’Associazione ha avuto la possibilità, grazie al convegno sulla “La fragilità ossea quale nuova complicanza del diabete” e sui “Vent’anni della diabetologia degli ospedali di Bergamo e quarant’anni dell’Associazione Diabetici Bergamaschi Onlus” (tenuto presso l’Università degli Studi di Bergamo), di incontrare circa 200 convegnisti. Soprattutto è stata l’ultima possibilità di avere la presenza di tutti gli operatori dell’Unità di Diabetologia dell’Ospedale cittadino che, con interventi individuali, hanno fatto conoscere ai presenti in aula quanto gli stessi hanno fatto nell’ambito dell’attività clinica e in quella di ricerca e didattica.

Al termine del convegno, che in programma ha visto anche l’intervento del Prof. Andrea Palermo che ha trattato un interessante tema oggetto di nuovi studi riguardante la fragilità ossea come nuova complicanza del diabete, si è svolto presso la sede della SAPS ITALIA S.p.A. (società del Gruppo Agnelli) il consueto incontro per l’annuale scambio degli auguri tra associazione, suoi dirigenti e volontari e responsabili della sanità bergamasca, medici di diabetologia, specialisti di patologie collegate al diabete, medici di medicina generale.

L’incontro ha permesso allo scrivente di fornire ai partecipanti notizie sull’attività associativa già inclusa nel 2020 e su quelle da definire per detto anno. Tutto quanto da me trattato trovava collegamento con il quarantesimo di vita associativa, e sulla necessità, valutata dal Consiglio, di rafforzamento dei rapporti con gli Enti e categorie professionali presenti.

Nel 2020 il Consiglio Direttivo dell’Associazione, in riunione di metà anno, visto il perdurare dell’emergenza, considerata la possibilità di svolgere un programma consono alle aspettative statutarie, aveva deciso di organizzare il convegno per fine anno 2020 (ultimi giorni novembre/inizio dicembre) indirizzando la stessa verso il tema: “Impatto della pandemia Covid – 19 e l’attività svolta dalle Unità e Ambulatori bergamaschi dedicati ai diabetici del territorio e impegno degli operatori nella fase di emergenza”. Tema che era riservato, quali operatori, agli stessi operatori sanitari.
Il convegno avrebbe nel contempo rappresentato un “momento di ricordo” per Italo Nosari, socio fondatore della Associazione e Presidente del Comitato Etico della stessa. Il perdurare della pandemia,  anche nel periodo prima citato, e l’impegno dei sanitari (medici e infermieri) delle Unità ambulatori di diabetologia nelle prestazioni, oltre che nell’attività ordinaria programmata per l’assistenza ai loro diabetici, anche nell’assistenza Covid con turni di presenza nelle strutture rilevanti, hanno fatto rinviare anche il Convegno programmato. Tale situazione è ancora oggi presente.  Anzi gli operatori sanitari di dette Unità sono al momento anche impegnati a svolgere azioni collegate alla vaccinazione anti Covid.
In particolare sono impegnati nelle determinazioni dei pazienti fragili in cura nel loro reparto. Ciò ha contribuito a rinviare ancora una volta la data del deliberato convegno che speriamo di poter organizzare per fine giugno o inizio prossimo settembre.
Come indicato nella mia precedente nota prima richiamata, ho però ritenuto utile, ai fini di darne poi informazione, procedere ad una indagine su quanto fatto nel 2020 e primi mesi 2021 dagli operatori delle diabetologie delle Unità di ASST Bergamo Papa Giovanni XXIII di Bergamo e ASST Bergamo Ovest (Ospedali Treviglio, Romano di Lombardia e Martinengo). Grazie ai contatti avuti con i responsabili delle due Unità (Prof. Trevisan e Dott.ssa Meregalli) ed alle informazioni ricevute dai volontari dell’Associazione vicini alle due citate Unità di diabetologia, ho predisposto un documento di sintesi su quanto oggetto di ricerca che pubblico in calce a questa mia nota, per darne conoscenza a quanti interessati a valutare l’importante lavoro svolto in dette Unità a sostegno dell’assistenza ai diabetici. Lavoro cha ancora oggi condiziona in parte la programmazione diretta ordinaria che i diabetologi riservano normalmente alla patologia.
Di seguito riporto in sintesi le strutture delle due Unità di Diabetologia oggetto di ricerca e del lavoro svolto:

U.O.C. Malattie Endocrine 1 – Diabetologia Asst Papa Giovanni XXIII Bergamo
L’Unità sopra indicata nell’anno 2020 e primi mesi 2021 ha una struttura complessa che opera presso l’Ospedale cittadino e gli Ospedali od Ambulatori con reparti specifici per l’assistenza ai diabetici.
Il Prof. Dott. Roberto Trevisan, professore associato di endocrinologia – dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, dirige tale Unità sin dai tempi della sua costituzione presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo.
Collaborano con il Prof. Trevisan nell’attività dedicata ai pazienti diabetici sia di tipo 1 sia di tipo 2 medici diabetologi Dott. Giuseppe Lepore, Dott. Roberto Dodesini, Dottoresse Rosalia Bellante, Anna Corsi, Cristiana Scaranna, Sara Cassibba e la Dottoressa Mascia Albizzi che opera nell’attività di ricerca clinica. Competano l’”equipe” le infermiere dedicate agli ambulatori, assistenza visite e day hospital: Laura Regazzioni, con funzioni di case manager, Angela Valoti, Cristina Morlini, Isabella Frosio, Oliva Paravisi.
La ricerca, per quanto riguarda la struttura cittadina, è stata rivolta in particolare a conoscere alcuni aspetti dell’attività che la citata struttura ha svolto nel corso dell’ondata 2020 di Covid 19.
La pandemia causata dal Covid 19 ha, non solo causato un impensabile carico di lavoro nei reparti dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, ma ha avuto un impatto notevole sulla attività ambulatoriale riguardante le persone con diabete.
In primo luogo, tutti i diabetologi sono stati impegnati anche in turni nei reparti COVID nei periodi marzo-maggio e novembre (nella seconda ondata) anche se per fortuna a Bergamo l’impatto sull’Ospedale è stato molto minore in questa seconda ondata rispetto a quella di primavera. Tutti i medici si sono impegnati in questa assistenza ed hanno sicuramente contribuito nel meglio assistere nel controllo glicemico i pazienti diabetici ricoverati per Covid. Da metà marzo 2020, tutti i pazienti con polmonite da Covid 19 sono trattato con cortisonico, l’unico trattamento medico efficace a ridurre la gravità dell’infezione che però, nei pazienti diabetici, ha portato spesso a un netto peggioramento delle glicemie.
Questa situazione con almeno il 30% dei ricoverati con diabete e glicemie elevate ha portato a sviluppare un protocollo di intervento che ha aiutato tutti i medici a meglio curare il paziente diabetico. Le linee guida dell’Unità per “Il Trattamento dell’Iperglicemia nei Pazienti COVID19” non solo sono state apprezzate dalla direzione dell’Ospedale, ma sono anche diventate parte delle istruzioni generali per la cura del paziente Covid 19 e seguite anche dai colleghi diabetici di altre regioni, che hanno avuto contatti e preziosi suggerimenti da parte degli operatori della nostra “Unità” cittadina.
Questa esperienza ha anche dato modo ai medici dell’Unità di partecipare ad uno studio multicentrico in cui è stato osservato come la terapia con Sitagliptin, un DPP4 inibitore usato nel diabete di tipo 2, sia in grado di ridurre la gravità dell’infezione da Covid nei pazienti con diabete. I risultati di questo studio sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista americana “Diabetes Care”.
L’attività svolta a favore dell’assistenza Covid ha purtroppo limitato la disponibilità di tempo e risorse umane da dedicare ai reparti (ambulatori/day ospital). In particolare ha portato una riduzione dell’attività ambulatoriale. La maggior parte dei pazienti sono stati contattati a distanza e, attraverso sistemi di “Telemedicina”, attivati con urgenza grazie al supporto straordinario del personale infermieristico, è stato possibile assicurare una continuità assistenziale alla persona con diabete.
La Regione Lombardia, dopo molte richieste, ha recepito l’importanza della telemedicina come nuova modalità di assistenza del paziente “cronico” e ha dettato le modalità corrette di erogazione di questa prestazione a distanza. L’altra buona notizia è quella che l’Ospedale Papa Giovanni ha fornito all’Unità nuovi strumenti informatici in grado di aiutare i medici e infermieri ad erogare la “Televisita” secondo regole regionali. La “Televisita” richiede un tempo superiore rispetto a quello di una normale visita ambulatoriale in presenza e, nel contempo, richiede un adeguato supporto del personale infermieristico. Quest’ultimo soprattutto per organizzare la visita in “Teleconsulting”. A quanto appare gli Enti preposti al momento non dispongono di sufficienti risorse per introdurre in modo intensivo tale attività. Così come oggi posizionata la “Telemedicina” finirebbe per ridurre il tempo dedicato alle visite in ambulatorio che rimangono sempre il miglior modo per mantenere un rapporto tra l’utente (il paziente) ed il medico.
Per poter svolgere detta attività sicuramente necessitano per l’Unità interessata ulteriori risorse sia di personale medico e infermieristico per supportare questa nuova modalità di assistenza che aiuta a ridurre i disagi e l’affollamento negli ambulatori, ma che nel contempo permette di migliorare la collaborazione col territorio. Secondo gli studi dell’Unità sulla Telemedicina le associazioni di volontariato potrebbero sicuramente essere di aiuto nell’organizzazione di questa “nuova forma di assistenza”.
Nel frattempo, l’Unità di Diabetologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha approntato nuove procedure con introduzione di nuove tecnologie che creano nuove opportunità ma anche difficoltà organizzative degli operatori. Aspetto innovativo importante della attività chiamata “la tecnologia per il diabete”. Nel 2020, nonostante l’epidemia, sono state introdotte numerose novità sia per quanto riguarda il monitoraggio in continuo della glicemia mediante sensori, sia nel campo dei microinfusori che ormai sono considerati, a tutti gli effetti, dei “pancreas artificiali” in grado di erogare l’insulina in modo autonomo, senza nessun intervento da parte del paziente.
Tutto ciò sta cambiando in positivo la vita del paziente, ma sta complicando l’attività degli operatori, medici ed infermieri.
L’educazione all’uso di questi strumenti e il controllo a distanza della loro attività è laborioso e richiede molto più tempo medico e infermieristico, ben al di là della periodica visita ambulatoriale.
I pazienti che usano queste tecnologie devono essere istruiti a scaricare su apposite piattaforme informatiche i dati in modo tale da poter modificare i parametri del funzionamento anche a distanza. Ancora una volta appare necessario l’utilizzo della Telemedicina (che richiede personale specializzato) in modo tale da assicurare il corretto uso della tecnologia senza costringere il paziente a una visita in ospedale.
Sempre nel corso della “pandemia” un’altra criticità emersa ed affrontata nel periodo trova riscontro nelle nuove modalità di prescrizione dei presidi (aghi per penna, strisce e aghi per il controllo della glicemia mediante glucometro) introdotta da Regione Lombardia. Il tradizionale piano per presidi cartaceo che il paziente portava al distretto (dove veniva trasformato in una prescrizione per tutte le farmacie) è stato sostituito da una prescrizione elettronica online (il programma utilizzato denominato ASSISTANT RL) che in automatico doveva essere trasmesso a tutte le farmacie ed evitare così ai pazienti di dover prima andare al distretto.
All’inizio numerose difficoltà informatiche con il programma ASSISTANT RL hanno impedito l’uso di questo strumento, mettendo a disagio molti pazienti che avevano bisogno del rinnovo dei loro piani presidi. Semplificate da parte della Regione le procedure oggi il processo è funzionante e, nel permettere di estendere la durata del piano da un anno a tre anni, sicuramente aiuta la vita col diabete.
Con la ricerca, che è continuata anche presso l’Unità di Diabetologia cittadina in periodo di “Covid 19” è stata sostenuta la finalità di prescrivere ai diabetici di tipo 2 nuovi farmaci che, non solo aiutano a ridurre la glicemia senza rischio di ipoglicemia, ma anche aiutano a controllare il peso e soprattutto riducono il rischio di complicanze renali e cardiovascolari, indipendentemente dal loro effetto sulla glicemia. Si tratta di farmaci più costosi di molti vecchi farmaci i cui brevetti sono scaduti, anch’essi sottoposti a piano terapeutico di durata semestrale o annuale. Il rinnovo da parte dello specialista di questo piano terapeutico rappresenta un ulteriore impegno per le strutture specialistiche, in quanto il medico di medicina generale non può prescrivere il farmaco alla persona con diabete.
Tale rilascio potrebbe essere affidato al medico di medicina generale onde permettere di migliorare l’occupazione dei tempi agli specialisti da destinare a pazienti con diabete scompensato o con complicanze.
Altra ulteriore attività dell’Unità oggetto di ricerca in un momento pandemico, riguarda la collaborazione con l’Unità di Cardiologia per la prescrizione di farmaci (in particolare le Gliflozine) innovativi in pazienti con diabete e severa insufficienza cardiaca. Collaborazione che non costituisce solo un modello di collaborazione tra Reparti ma anche e soprattutto aiuterà nell’intercettazione di pazienti che presentano maggiore necessità di iniziar una terapia innovativa in grado di ridurre contemporaneamente la glicemia  e il rischio di scompenso cardiaco.
Come accennato, nonostante la pandemia, l’Unità di Diabetologia è riuscita a proseguire con l’attività di ricerca anche nell’ambito dell’attuazione di studi internazionali per lo sviluppo di nuovi farmaci per il diabete nel rispetto di tutte le regole, per evitare rischi ai pazienti coinvolti nella sperimentazione.
È con orgoglio che l’Unità bergamasca ha concluso una sperimentazione internazionale sull’efficacia e sicurezza di una nuova insulina lenta, che necessita di una sola somministrazione la settimana. La ricerca sarà presto pubblicata su una rivista internazionale. Si tratta di una novità assoluta che semplifica enormemente la terapia insulinica. Invece di dover somministrare l’insulina tutti i giorni, al mattino e alla sera, prima di coricarsi, sarà possibile passare a una somministrazione settimanale: in altre parole invece di 30 somministrazioni quotidiane per mese si passerà a sole 4 somministrazioni. Tutti i pazienti che hanno partecipato allo studio sono stati entusiasti e avrebbero voluto poter continuare la terapia insulinica in questo modo.
I nostri diabetologi che hanno partecipato alla ricerca sono certi che entro 2 anni questa nuova formulazione sarà approvata dagli Enti Regolatori e potrà essere a disposizione di tutti.
A 100 anni dalla sua scoperta, l’insulina non finisce di stupire e sicuramente aiuterà la persona diabetica fino a che non sarà possibile un farmaco che possa “guarire” dal diabete.
Nel concludere la ricerca i diabetologi della nostra Unità cittadina hanno confermato, come elemento rilevante su quanto emerso con la ricerca stessa, come la pandemia ancora in atto abbia reso più evidente la necessità di avere una più stretta collaborazione tra tutti i centri diabetologici della nostra provincia. La riduzione drastica degli accessi ambulatoriali in molte strutture ha dilatato i tempi necessari per ottenere una visita specialistica. Nell’Ospedale bergamasco, dove le prime visite non sono state ridotte, i tempi d’attesa si sono allungati da 2 mesi prima della pandemia a più di 6 mesi. Con tale maggior lungo tempo di attesa sono anche aumentate in modo esponenziale le richieste di visite “prioritarie” da parte di persone con diabete seguite in altri centri.
Dalla ricerca fatta da detta Unità, che ha operato ed opera ancora oggi in presenza di Covid 19, è emerso che, un intervento dell’Associazione, per organizzare un incontro tra tutti i centri diabetologici, i medici di medicina generale e ATS capace di individuare meglio i bisogni diabetologici inevasi della nostra provincia, sia auspicabile.

U.O.C. Malattie Endocrine e Centro Regionale per il diabete mellito ASST Bergamo Ovest
L’Unità oggetto della ricerca rappresenta una rilevante posizione nell’assistenza e nelle cure al cittadino con patologie diabetiche del territorio della “Bassa Bergamasca” attribuito dal Sistema Sanitario Regionale alla ASST Bergamo Ovest.
Tale territorio comprende tre importanti ospedali: quelli di Treviglio-Caravaggio, Romano di Lombardia e Ambulatorio Dalmine.
La struttura oggetto della ricerca da anni è presente sul territorio prima richiamato e sin dalla sua costituzione ha risposto con l’attenzione e professionalità dei suoi operatori alle esigenze dei tanti diabetici, sia di tipo 1 sia di tipo 2, dimostrando nel tempo capacità a far fronte alle necessità di seguire i pazienti con una attenta attività clinica. Attività sempre più indirizzata ad attuare procedure moderne atte a migliorare il sistema di vita degli assistiti e, nel contempo, a seguire la ricerca e nuovi studi sul diabete (attività didattica).
I volontari della sezione “Bassa Bergamasca” dell’Associazione hanno, a loro volta, da sempre collaborato con gli operatori della struttura nello sviluppo di tali attività e nel darne informazione alla popolazione del territorio.
La struttura per anni è stata diretta dal Dott. Antonio Bossi al quale l’Associazione, anche tramite questa mia nota, porge un sincero ringraziamento per quanto fatto in 20 anni per i diabetici e per l’impegno negli studi sulla patologia. A seguito della sua rinuncia a tale direzione nell’autunno 2020 per pensionamento l’Unità oggi è diretta dalla Dott.ssa Giancarla Meregalli, diabetologa che per anni ha operato nella struttura a fianco del citato Dott. Bossi.
Nel 2020 hanno operato nell’Unità di Diabetologia, coprendo il territorio (ospedali/ambulatori), la Dott.ssa Denise Berzi, il Dott. Franco Forloni e la Dott.ssa Annalisa Balini che, dopo tanti anni di presenza nella struttura quale specialista, ha scelto di dedicarsi alla medicina di assistenza primaria. Con il gennaio 2021 è entrata a far parte dell’Unità la Dott.ssa Danila Marta Camozzi, diabetologa con esperienze rilevanti  nella cura della patologia. Tra queste esperienze è importante ricordare l’ attività nella diabetologia della Clinica Castelli ed i buoni rapporti sempre tenuti con l’Associazione nell’ambito dell’assistenza ai pazienti curati in tale sede.
Sicuramente importante per un concreto funzionamento dei servizi è stata ed è tuttora l’attività delle infermiere che nel 2020, periodo delle prime ondate di Covid 19 che ancora oggi prosegue, hanno svolto assistenza sia con l’impegno nell’Unità di Diabetologia sia con l’impegno negli altri reparti collegati allo stato di emergenza. Impegno che ha richiesto sacrifici ed attenzioni con carichi di lavoro straordinari nei citati ospedali e ambulatori.
Indico, con questa nota, le infermiere: Erminia Macchi, Simona Brembati, Lucia Pizzocchero, Monica Cattaneo, Roberta Scaini, Norma Mazzoleni, Concetta Colozzo e Lucia Valentini. Ai medici e alle infermiere prima citati un sincero grazie personale e del Consiglio dell’Associazione per quanto da loro fatto e per quanto stanno facendo a tutela della salute dei cittadini ed in particolare dei lori assistiti diabetici.
Di seguito riporto in sintesi alcune informazioni sull’attività svolta dall’Unità di Diabetologia dell’ASST Bergamo Ovest così come rilevati nel corso della ricerca.

La pandemia causata da Covid 19 e l’impatto sull’attività degli ambulatori di diabetologia dell’ASST Bergamo Ovest
Il 2020 è stato un anno difficile e doloroso anche per tutti gli operatori appartenenti all’Unità di Malattie Endocrine e Centro del Diabete Mellito che nel corso dell’anno hanno dovuto affrontare grandi cambiamenti e mettersi al servizio dei tanti pazienti ricoverati con Covid. Cambiamenti che, in particolare nel periodo febbraio – metà maggio, hanno visto i medici diabetologi ed endocrinologi ed il personale infermieristico dell’Unità impegnati da una parte a recuperare le loro esperienze internistiche e all’apprendimento di conoscenze pneumologiche per fornire un concreto e valido aiuto al reparto con pazienti Covid e nel contempo garantire l’assistenza specialistica a pazienti con diabete o problemi endocrinologi urgenti via via programmati nell’Unità.
Importante è stato il mantenimento delle visite multidisciplinari alle numerose pazienti in gravidanza con patologie diabetiche. Attività queste anche in presenza di Decreto Regionale che aveva bloccato le attività ambulatoriali.

Le visite successive alla prima ondata di Covid
Il periodo successivo a maggio ha visto la riprogrammazione di parte delle visite a suo tempo sospese con due modalità: attività in ambulatorio per pazienti con grave scompenso metabolico e con attività di supporto fornito “a distanza” onde riavere un contatto con i tanti pazienti normalmente seguiti nel programma di visita in ambulatorio. Questo secondo servizio svolto mediante contatti telefonici con intervento di medici e infermieri dell’Unità ha permesso di “avvicinare” molti diabetici e di mettere in atto rapporti, per i più anziani, un sistema di assistenza tramite i familiari.

Il ritorno dell’emergenza
La seconda ondata di Covid, da fine ottobre sino a metà dicembre, ha creato una nuova limitazione alle attività proprie dell’Unità che ha visto nuovamente il suo personale medico e infermieristico impegnato anche nei reparti dedicati ai pazienti Covid.

I cambiamenti della struttura operativa a fine 2020
Dal mese di ottobre a seguito degli eventi prima richiamati il reparto di interesse della diabetologia è diretto dalla Dott.ssa Giancarla Meregalli da anni specialista presente nell’Unità di Diabetologia.

La struttura attuale dedicata all’assistenza dei diabetici conta quindi come evidenziato oltre la Dott.ssa Meregalli, altri 3 medici specialisti e 8 persone nel sistema infermieristico. Tutti operano, secondo programmi interni individualmente, presso gli ambulatori Ospedale Treviglio, Romano e Dalmine.
I servizi di assistenza ai diabetici sono ora indirizzati, oltre che alle visite in ambulatorio in particolare relative a situazioni gravi o urgenti, anche alle procedure aziendali in corso di attuazione per dare luogo alla telemedicina a distanza anche per le patologie diabetiche e endocrinologhe. Tra queste procedure la presenza di postazioni con telecamere negli studi medici e programmi informatici efficaci per dare concreto risultato alla nuova medicina a distanza.
L’azione svolta, nonostante la pandemia, è stata anche rivolta alla ricerca ed utilizzo di nuovi farmaci, nonché alla collaborazione nella sperimentazione degli stessi con gli Enti impegnati nella detta sperimentazione.
L’attività in materia, sia clinica che di ricerca, è stata svolta in funzione di una migliore assistenza ai diabetici. Di questa attività l’Associazione Diabetici Bergamaschi Onlus, che ne è da sempre a conoscenza, ha, con azioni effettuate dai suoi volontari della Sezione della “Bassa Bergamasca”, fornito medesima conoscenza ai cittadini del territorio.
Importante in questo ultimo periodo anche l’impegno da parte dell’Unità di Diabetologia trevigliese nel collaborare in maniera concreta con la Direzione Generale dell’ASST Bergamo Ovest nella predisposizione di un programma di vaccinazioni Covid 19 per le “persone fragili” (tra i quali i diabetici). Azione che ha permesso ai propri operatori anche di partecipare alle vaccinazioni poi organizzate presso l’HUB di Antegnate. Quest’ultimo intervento non evidenzia solo spirito di alta professionalità ma anche volontà a continuare con un maggior carico di impegni alla assistenza del diabetico negli ambulatori e ciò anche se tale ultima attività è condizionata dai tempi che vengono dedicati alla situazione virus che continua e si spera finisca presto anche sul territorio della “Bassa Bergamasca”.
I medici e infermieri della sanità bergamasca hanno partecipato in modo concreto e con alta professionalità nell’attività a tutela della salute dei cittadini senza, nel contempo, dimenticare il loro impegno nei confronti di quanti da anni seguono nella cura della patologia diabetica.
A loro, così come a tutti coloro medici e infermieri che si sono impegnati a salvare vite anche a rischio di contrarre la malattia e subirne le conseguenze, va il pensiero e il ringraziamento dell’Associazione, dei suoi associati e dei suoi volontari.
La ricerca in precedenza illustrata, se non sorgeranno specifici fatti condizionanti, sarà presto estesa anche alle attività svolte dalle diabetologie della ASST Bergamo Est e dalle diverse strutture operative del settore privato o dell’associazionismo.
Un grazie ai lettori associati e non per l’attenzione.
Cordialmente.

Giambattista Negretti
Presidente
Associazione Diabetici Bergamaschi Onlus

 Nella foto in alto la Dottoressa Ariela Benigni e il Dottor Giambattista Negretti 

 

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