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Il nostro contributo al Convegno di Treviglio

15 settembre 2020Maurizio Bucarelli

Incontro organizzato dalle Associazioni Cuore e Vita ODV di Treviglio, Amici di Gabry Onlus di Fara Gera d’Adda e Associazione Diabetici Bergamaschi Onlus – Sezione della Bassa Bergamasca di Treviglio.

Sabato 12 settembre 2020, al Teatro Nuovo di Treviglio, si è tenuto un convegno organizzato dalle Associazioni “Cuore e Vita ODV” di Treviglio, “Amici di Gabry Onlus” di Fara Gera d’Adda e “Associazione Diabetici Bergamaschi Onlus” – Sezione della Bassa Bergamasca di Treviglio, d’interesse comune delle stesse sulla “Gestione della cronicità in periodo post Covid nella bassa pianura bergamasca”.
Il convegno, gestito nella sua organizzazione con professionalità dalla Sezione di Treviglio, ha visto impegnate le tre Associazioni prima citate che, anche se interessate al volontariato in tre settori diversi per patologie, tutte hanno interesse a tutelare i diritti dei lori associati nell’ambito dei rapporti con la sanità del territorio nella gestione dei rapporti tra la stessa ed i pazienti cronici. L’Associazione Cuore e Vita ODV nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, l’Associazione di Gabry Onlus nella sensibilizzazione, educazione e formazione riguardanti il tumore della mammella e la nostra Associazione Diabetici Bergamaschi nell’aiuto alle persone affette da malattia diabetica e l’informazione e la prevenzione della stessa con azioni che vengono svolte nei confronti con la sanità ed i cittadini.
I lavori del convegno, tenuti in un teatro moderno con ampia disponibilità di posti che hanno permesso di rispettare le distanze, hanno visto la partecipazione di Cittadini, Associati degli Enti organizzatori, Medici del territorio, alcuni Sindaci che, con i loro interventi, hanno vivacizzato l’evento e aperto, si spera, una strada di nuovi incontri tra i responsabili (Sindaci e Assessori dei vari Comuni) con i rappresentanti delle tre Associazioni organizzatrici con l’intento di creare un miglior rapporto informativo tra la ASST Bergamo Ovest, le Amministrazioni Comunali e le Associazioni di volontariato nell’interesse dei cittadini del territorio, non solo cronici, sempre più interessati al riordino delle attività dell’Ospedale Treviglio – Caravaggio.
Presenti al convegno, con partecipazione al dibattito, il Presidente di ADB Gianni Negretti e il Consigliere Provinciale Giovanni Ghislandi. A seguire riportiamo la relazione tenuta dal Vice-Presidente ADB Lorenzo Mussi.

Assistenza alle Malattie Croniche: gestione delle cronicità in epoca pre e post Covid-19; criticità dell’Asst Bergamo Ovest
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Lorenzo Mussi, vice presidente ADB

Tutti gli operatori del Settore Sanità, sia in campo amministrativo che in campo sanitario vero e proprio, hanno sempre ricercato, nel corso di questi ultimi anni, di mantenere elevato lo standard assistenziale alla popolazione del territorio dell’ASST Bergamo Ovest (e delle cittadinanze limitrofe) ed, in particolare, alla popolazione affetta da malattie croniche.
Tuttavia, ultimamente, si è assistito ad un progressivo impoverimento delle risorse specialistiche ed anche l’attuale gestione amministrativa dell’ASST Bergamo Ovest si è trovata ad affrontare una situazione di grave carenza di figure apicali e di risorse specialistiche.
È noto a tutti, per esempio, che sono trascorsi molti mesi prima che si sia proceduto al tentativo di sanare il problema indicendo i concorsi recentemente messi in cantiere.
Oltre al progressivo impoverimento delle risorse, Regione Lombardia ha imposto una diversa gestione della cronicità; vedasi, per esempio , le numerose Delibere di riorganizzazione dell’assistenza alle malattie croniche, mediante l’imposizione dei P.A.I. (Percorsi Assistenziali Individualizzati), la costituzione dei Centri Servizi, implementati sia presso strutture sanitarie pubbliche (ASST), sia presso strutture private convenzionate che presso Associazioni dei Medici Di Assistenza Primaria (MAP).
È sotto gli occhi di tutti che questa diversa gestione della cronicità non solo ha creato una apparente libertá di scelta dei cittadini, attraverso i P.A.I. e che liberi non sono, ma ha enormemente allungato le tempistiche a causa della notevole burocrazia necessaria per la compilazione dei P.A.I. stessi, la loro sottoscrizione, le frequenti necessità di revisione; senza parlare, poi, del notevole dispendio di risorse impiegate (medici e infermieri) che vengono distolte dagli impegni assistenziali ai malati.

Oltre ai problemi evidenziati per la diversa gestione delle cronicità imposta da Regione Lombardia, dobbiamo evidenziare che ulteriori motivi di preoccupazione per i ns.associati vanno ricercati nell’interruzione della collaborazione con una cooperativa di medici per la gestione del Pronto Soccorso.
È noto a tutti che in concomitanza delle festività natalizie del 2019 i Medici di Medicina Interna e di Chirurgia sono stati chiamati (leggasi obbligati) a coprire i turni dell’urgenza, lasciando scoperte molte guardie divisionali che, a loro volta, sono state garantite dagli Specialisti Oncologi, Diabetologi e Nefrologi, ovvero dai veri e propri “gestori” delle cronicità, con le conseguenze facilmente immaginabili per quanto riguarda la programmazione delle visite e senza tener conto che detto specialisti sono stati chiamati a coprire le guardie rimaste scoperte, senza alcuna specifica formazione.
Doveroso al riguardo è richiamare, a puro titolo di cronaca, se non altro per sottolineare le possibili conseguenze che potrebbero derivare ai ns. associati in caso di mancata risoluzione, la diatriba in atto tra 50 Medici Specialisti e la Dirigenza dell’ASST ; basti sottolineare che, al di là del merito della questione, una probabile conseguenza sarà un’ulteriore limitazione nella disponibilità del Supporto specialistico all’utenza, con inevitabile allungamento dei tempi di attesa.
In tale momento di difficoltà è poi esplosa l’emergenza COVID19, che ha trovato l’ASST Bergamo Ovest impreparata, anche per la decisione regionale di definire i presidi di Treviglio e Romano di Lombardia “Ospedali COVID”.
Va riconosciuto lo sforzo enorme e la dedizione di tutti i sanitari che, senza esitazione, si sono dedicati all’assistenza dei malati, spesso pagando di persona (con malattie COVID-correlate) la mancanza di fatto di percorsi (presenti sulla carta, ma assolutamente non effettivi sul campo) e di dispositivi di protezione individuale (condizione purtroppo diffusa nel territorio lombardo). Le attività ambulatoriali differibili sono state sospese, garantendo solo prestazioni urgenti o destinate a particolari fasce di popolazione (gestanti, oncologici, soggetti con fragilità, in condizione di scompenso clinico, ecc.).
Risulta alle Associazioni che queste difficoltà gestionali sono state oggetto di formale missiva sindacale, tanto da giungere ad un accordo che prevede l’acquisizione di ben 9 Medici per il Pronto Soccorso in tempi brevi.
Ulteriore momento di difficoltà per i Comuni afferenti all’ASST Bergamo Ovest è stata la decisione di NON allestire un “pre- triage” (mediante apposite tende da campo, gratuitamente messe a disposizione dalla stessa Protezione Civile così come effettuato in molti ospedali italiani).
La direzione ha volutamente deciso (pare con il benestare della Direzione Generale Welfare regionale) di svolgere “pre-triage” utilizzando le stesse autoambulanze che fungevano al trasporto del malato.
Questa decisione ha causato lunghe attese (spesso di ore) dei numerosi mezzi di soccorso che lasciavano così sguarnito proprio quel territorio che esprimeva grande bisogno nei giorni di massima diffusione virale.
Al volgere della conclusione dell’emergenza, sono state ripristinate le attività ambulatoriali con l’indicazione di recuperare nel più breve tempo possibile tutte le prestazioni forzatamente sospese dall’inizio di marzo 2020.
Cosa più facile a dirsi che a tradursi in pratica per i seguenti motivi:

  • i tempi di effettuazione delle visite ambulatoriali sono stati dilatati (mediamente raddoppiati) per garantire il distanziamento personale e l’igienizzazione degli spazi;
  • i Medici Specialisti hanno mantenuto gli obblighi di attività nei Reparti COVID e diguardia interdivisionale;
  • è aumentata la richiesta di visite con urgenza o con urgenze differibili;
  • i Medici ed il Personale ha dovuto affrontare condizioni cliniche spesso più complesse, legate al ritardo di presentazione degli utenti all’osservazione ospedaliera per il timore dicontagio;

-alcune Unità Operative hanno dovuto affrontare la riapertura” dei servizi ambulatoriali in carenza di organico per il persistere di malattie COVID correlate (sia di Medici, sia diInfermieri).

Paradossalmente, invece, non si è mai fermata l’attività relativa alla “gestione della cronicità” per cui gli Specialisti sono stati chiamati a valutare pazienti che non presentavano alcuna condizione di criticità, né tantomeno di urgenza, dovendo posticipare l’attenzione a pazienti ben più meritevoli di controllo. Oltretutto per far fronte alla prosecuzione delle attività PAI è stato richiesto alle stesse unità specialistiche già impegnate nei turni di guardia, nel recupero delle attività ambulatoriali pregresse, nel mantenimento degli ambulatori in essere, di fornire medici destinati al Centro Servizi per la “gestione delle cronicità”.
Infine, dobbiamo constatare che alcuni Specialisti hanno presentato le loro dimissioni per dedicarsi ad altre attività: Chirurghi formati, Cardiologi e Diabetologi esperti lasciano un vuoto difficilmente colmabile.
A fronte di questa pur sommaria disamina della situazione gestionale della nostra ASST, l’utenza rappresentata da alcune delle sue Associazioni di Volontariato più attive chiede formalmente risposte strategiche affinché sia garantito il supporto specialistico ai MAP e al territorio.

 

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