La nostra Associazione è nata quaranta anni fa grazie ad alcuni medici bergamaschi interessati alle cure ed all’assistenza dei diabetici che già all’epoca, sia pure senza unità sanitarie operative specifiche nei nostri ospedali e cliniche, avevano rivolto le loro conoscenze professionali ad una patologia che negli anni ha poi avuto uno sviluppo allora impensabile. Questi medici, tra i quali Italo Nosari che ci ha lasciato nel 2020 a causa del virus che ha colpito tante persone nel mondo e tanti operatori sanitari nel corso della loro attività professionistica, hanno avuto la magnifica idea di creare un ente di volontariato che fosse capace di affiancare la loro attività di assistenza al cittadino con sintomi della patologia.
Si trattava di una attività che veniva svolta nei reparti di medicina generale dei nostri ospedali e cliniche private. Il crescere di anno in anno del numero di cittadini, anche nella bergamasca, bisognosi di cure diabetiche ha dato una spinta da una parte agli studi e ricerca sulla patologia che nel tempo ha richiesto nel sistema pubblico e privato una specializzazione dei medici ed operatori sanitari e da un’altra parte all’Associazione ad essere sempre più vicina ai cittadini “pazienti” nell’aiutarli ad ottenere sempre maggiore assistenza dal sistema e nel contempo a fornire informazioni e svolgere azioni per prevenire la patologia o tenerla sotto controllo.
Tanto l’Associazione, con l’aiuto dei medici, hanno fatto aumentando sempre più gli interventi dei propri volontari vicini al paziente bisognoso di aiuto e al cittadino. Il riconoscimento di associazione Onlus è stato successivamente un’ulteriore spinta per migliorare un servizio che non porta costi al sistema sanitario ed agli associati visto il valore simbolico della quota associativa.
La posizione e l’attività svolta negli anni dall’Associazione e soprattutto in quest’ultimo decennio è stata importante con il sorgere della più recente normativa regionale riguardante i cittadini affetti da patologie croniche (il diabete è una delle malattie croniche di rilievo tanto che la Regione Lombardia già negli anni precedenti la nuova norma aveva instaurato procedure per lo studio di un numero limitato di patologie compreso il diabete). L’Associazione, nel mantenere una posizione collaborativa con gli Enti interessati ed in particolare con l’ATS provinciale, ha più volte espresso dei dubbi sulle procedure di presa in carico del paziente cronico con patologia diabetica di tipo 2. Dubbi collegati sia ai risultati ottenuti dalla gestione dei “CReG” sia dal nuovo modello indicato con la legge regionale.
Sicuramente la legge era indirizzata a rendere i servizi per la salute sempre più vicini ai bisogni dei cittadini rendendo più semplice la gestione della patologia. I risultati ottenuti sino ad oggi non sembrano tali da poter confermare le speranze. Di questo l’Associazione, nel suo piccolo e sul suo territorio, ne ha fatto oggetto di incontri aperti alla cittadinanza ai quali hanno partecipato medici diabetologi del servizio sanitario di base, responsabili degli Enti sanitari del territorio e diabetici.
I problemi aperti sono ancora tanti e tra questi uno in particolare ci riguarda. La legge regionale come tante leggi italiane in materia danno spazio all’attività delle associazioni di volontariato che potrebbero integrare le azioni che il modello riserva alle figure apicali. Ogni nostro tentativo di partecipare in modo pratico al cambiamento non ha avuto spazio. Sicuramente l’Associazione non è collocata tra quelle “grandi” del volontariato, siamo piccoli ma ci interessiamo del territorio. Non ci interessiamo della “politica sanitaria” in senso lato, ma vogliamo aiutare.
Vogliamo sostenere proposte che permettano il nostro intervento a tutela di pazienti con patologia diabetica soprattutto nei casi in cui tale patologia è stata scoperta nel corso del ricovero in ospedale per altre malattie. La situazione attuale dovuta al virus Covid-19 ne ha bisogno.
Tale intervento dovrebbe permetterci di valutare se quanto spiegato al paziente al momento delle dimissioni dall’ospedale riguardo l’uso di materiali e farmaci era stato o meno capito dallo stesso. In quest’ultimo caso avremmo anche programmato come assistere il paziente. La regolamentazione legata alla “privacy” ci ha tenuti all’esterno del sistema.
Le norme che sono oggetto di interesse dell’Associazione sono regionali e riguardano:
- • Il diabetico – ammalato cronico
- • La presa in carico del paziente diabetico
- • Le attività di assistenza sanitaria nel territorio e chi è idoneo a svolgere tale attività
- • Le nuove risorse di farmaci e apparecchiature
- • La telemedicina.
Legato agli ultimi due punti c’è anche il cambiamento del sistema di assistenza domiciliare integrata. È un cambiamento che deve essere considerato soprattutto se collegato al tema “presa in carico del paziente”.
La nuova normativa, rispetto al “sistema CReG” ha allargato giustamente gli interventi ad un numero più grande di malattie croniche. Il diabete ha assunto sempre più una posizione rilevante viste le patologie che sono legate allo stesso.
I quaranta anni hanno visto l’Associazione sempre operativa. Anche il 2020 ha visto questa operatività sia pure la stessa sia stata condizionata e limitata a causa delle diverse norme relative la pandemia Covid-19. Non cancelliamo il 2020, lo teniamo come punto di riferimento per riempirlo con maggiori attività nel 2021. Questa è l’idea mia e dell’Associazione che presiedo ed è anche la speranza di tutti i consiglieri e volontari attivi. Avremo sicuramente bisogno della disponibilità dei nostri soci a fare con noi volontariato.
Nel ringraziare per l’attenzione a tutti Voi lettori di questa nota ed ai Vostri familiari un augurio di buon 2021 dall’Associazione Diabetici Bergamaschi.
Il presidente
Giambattista Negretti
